Le Critiche

Biennale premio Artemisia 2012 - Tratteggiare con enfasi i caratteri più intimi dei personaggi.


Critica di V.F.

Dopo aver conseguito il diploma di comunità infantile, Anna Proietti h avvertito l’incalzante richiamo dell’arte e così negli anni settanta si iscritta all’Accademia del nudo di Roma ed ha iniziato a frequentare lo studio del maestro siriano Samy Burhan.

L’artista siriano, definito il pioniere dell’arte araba, l’ha aiutata a maturare il suo istinto pittorico attraverso la ricerca e la sperimentazione. Negli anni ottanta, invece, si è avvicinata con crescente curiosità agli autori italiani e fiamminghi del Seicento, per i quali la luce ha assunto un ruolo da protagonista.

Proprio l’elemento fondamentale di questa stagione pittorica che in toni densi,ambrati o bronzei calcava la scena per tratteggiare con enfasi i caratteri più intimi dei personaggi, ha inciso sulla produzione dell’artista romana. I soggetti delle sue opere che sono il frutto di una vigile osservazione della realtà, risentono anche della pittura tonale veneta che faceva dell’atmosfera un elemento lirico ed evocativo.

Ad accentuare questo clima rassicurante che parvade le tele di Anna Proietti con la stessa morbidezza del velluto è indubbiamente l’uso di un caldo registro cromatico. Anna proietti che negli anni ha collaborato con numerosi artisti ed ha realizzato opere per diverse collezioni private, ha anche esposto in diverse mostre in varie città italiane.

V.F.