Le Critiche

Tracciare la mappa delle zone perdute della psiche.


Critica ai quadri astratti

Elio Mercuri

C'è una dimensione dell'esistenza che resta segreta e sconosciuta, e allora il nostro destino non può compiersi e avvertiamo la inquietudine di questo non sentirsi pienamente realizzati.

L'incrinatura che rende fragile la nostra psiche e dolorosamente Aperto il varco della vulnerabilità.

Anna Proietti cerca attraverso la pittura di tracciare la mappa di questa zona perduta della psiche,così come il segno e il colore che sono tramiti al percorso dentro divengono anelli di una catena il cui altro capo è ciò che diciamo al mondo.

Tutta la sua ricerca è questa tensione a dar corpo, sostanza alla sfuggente apparizione che svela una proprio remota origine, una propria materiale entità; è abbandono a questa affiorante memoria; volontà di dare consistenza a questa impalpabile atmosfera; a questa percezione che si frantuma e non può più saldarsi nell'evidenza di un'immagine. Perché a rendercela impossibile è il senso di una distanza invalicabile, di una separazione decisa, di una solitudine estrema, di questa sensazione di smarrimento e di assenza.

Il quadro è calco della nostra pelle nell'aria, ma non ricrea la sembianza di corpo, ma questa sofferta, irrisolta presenza, questo desiderio di rompere gli argini e ritrovare la tenerezza di quei colori in un gesto che sia vita, liberazione, felicità. Certezza e non inquitante ricerca; ansia di un finale, ma quando e quale?, ritrovamento.

La pittura di Anna Proietti è una prova struggente per autenticità di significato e felicità di risultati, di questo comune bisogno a dare consistenza al nostro esistere; spessore alle sensazioni, a collocare nella realtà l'intima aspirazione di unificazione, a conoscere ciò che siamo dentro, quest'immenso continente che si contrappone ma è e deve essere lo spazio naturale della vita. Certo,con l'acuita sensibilità di ogni dubbio, di ogni difficoltà, di ogni limite. Con la sensazione di una paura di non farcela, che rallenta l'impulso a tracciare il segno di noi, che è spinta alla cancellazione, a questo perdersi in vaghezza di memoria, di nuovo di quanto per un attimo abbiamo sperato fosse divenuto gesto e fatto, mondo.

Ma anche questo restare fedeli ad una verità, amara, dura, ma per vivere totalmente nel rischio della sua perdita, o nella definitiva sua conquista. Anna Proietti, non si preoccupa di schemi, tesse ininterrotta, la sua tela o rete, via le spezzature e cadute del filo, certa di questo voler essere se stessa, anche nel dubbio, ma sempre in maniera autentica, di trovare nell'espressione e non nell'illusione il significato che diviene poi il suo tenerissimo e umano messaggio agli altri.

Elio Mercuri